Nola. “Sono deluso e amareggiato”! È il commento del nolano Antonio Esposito, uno degli attivisti del Movimento Cinque Stelle, che si erano autocandidati alle parlamentarie del gruppo e che ne sono stati esclusi con un mail del tutto inaspettata.Sul territorio dell’hinterland nolano vesuviano sono numerosi gli “scontenti”: tra essi (oltre ad Antonio Esposito) anche Alessandro Cannavacciuolo, molto attivo sul territorio di Acerra. Si tratta in tutti i casi di militanti pentastellati della prima ora, decisi a sottoporsi al voto degli iscritti per poi candidarsi alla Camera o al Senato, ma tutti esclusi a sorpresa dalla candidatura.La “procedura” è stata più o meno la stessa per tutti: una volta presentata la propria autocandidatura a tutti gli aspiranti parlamentari sono arrivate due mail con le quali si confermava la ricezione della domanda. Tutte le presentazioni erano però sottoposte ad una verifica, prevista dall’art. 5 dello statuto del Movimento: in esso si prevede proprio la possibilità per l’organizzazione di esprimere un parere “vincolante e insindacabile” sulle proposizioni degli aspiranti candidati.“Come è possibile – si chiede però Esposito – che io mi sia potuto candidare per due volte alle elezioni amministrative del Comune di Nola senza che il Movimento avesse nulla da obiettare, e invece adesso sorgono degli ostacoli, senza che nella mia posizione sia cambiato nulla?”. “In queste ore – aggiunge Alessandro Canavacciuolo – sono tanti i messaggi che mi giungono da parte degli attivisti storici i quali mi hanno comunicato la loro esclusione alla loro candidatura senza alcuna motivazione”.Naturalmente gli esclusi non sono rimasti con le mani in mano: hanno scritto a tutti i vertici del gruppo politico (Conte compreso) sperando di avere una risposa in tempi brevi alle loro proteste.

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La giornalista Monica Cito minacciata dai clan di Brusciano: “Non è la prima volta ma stavolta gli avvertimenti sono stati più diretti.”. Europa Verde: “Solidarietà ad una giornalista che combatte la camorra e racconta sempre la verità senza paura di schierarsi in prima linea. Va tutelata. Segnalò e denunciò un rogo tossico quando era con noi al Parco della Vita.”A Brusciano sono giunte minacce da parte dei clan locali alla giornalista Monica Cito. Gli esponenti della criminalità organizzata non avrebbero gradito la narrazione della giornalista della cronaca dei gravi episodi di camorra per la gestione degli affari illeciti. “Non è la prima volta che accade. Avevo già ricevuto minacce e sporto denuncia contro ignoti in passato, a partire dal 2013. Mi erano stati recapitati messaggi e oggetti in maniera anonima. Lo stesso è accaduto nel gennaio 2018. Stavolta la situazione, però, è ben diversa, le minacce sono arrivate per lo più tramite Messanger, come messaggi audio o di testo, avvertimenti, pedinamenti e cose del genere. La denuncia stavolta non è contro ignoti ma porta nomi e cognomi, si tratta di soggetti vicini ad uno dei clan operanti a Brusciano che non gradiscono o mal digeriscono che si scriva dei loro parenti.”- spiega la giornalista de Il Roma.“Esprimiamo la nostra solidarietà a Monica, le siamo vicini. È una giornalista da sempre in prima linea nella lotta alla camorra, non ha mai avuto paura di esporsi e raccontare la verità. Monica era con noi qualche mese fa al Parco della Vita a Brusciano, fu lei ad avvistare e segnalare quel rogo tossico di materiale plastico in un'azienda agricola e per questo si scontrò anche con i braccianti. Questa dimostra la sua determinazione, la sua voglia di giustizia e legalità. Per questo è una persona ed una professionista che va tutelata.”- le parole di solidarietà del Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli, che è anche un giornalista professionista, del rappresentante territoriale dei Verdi Rosario Visone di Gaetano Allocca del Parco della Vita a Brusciano.