FESTA DEI GIGLI POST COVID: LE FUGHE IN AVANTI NON SONO UNA BUONA PREMESSACon l'avanzamento della campagna vaccinale intravediamo tutti una luce in fondo al tunnel. Stiamo vivendo come comunità un' esperienza terribile, una vera e propria guerra che ha lasciato sul campo tanti nostri fraterni amici che resteranno sempre nel nostro cuore. Dinanzi a noi abbiamo un percorso di rinascita che dobbiamo intraprendere con spirito solidale, provando a ricostruire, nell'era post Covid, una città che sia davvero ispirata all' insegnamento di San Paolino. E questo dovrà valere anche per la nostra Festa anche se non sappiamo quando tornerà ad essere celebrata. Purtroppo devo constatare che proprio sul nostro millenario rituale, in cui tutta la comunità si riconosce, nell' ultimo periodo, qualcuno è caduto nella tentazione di provare a "personalizzarla" con simboli propri, ispirandosi ad un modello di gestione non più adeguato ai tempi, ma soprattutto non condiviso e non condivisibile. La riflessione su questo tema deve essere seria e profonda. "Mettere il cappello" su un patrimonio immateriale, oggi, riconosciuto dall' Unesco ci porta su percorsi pericolosi e divisivi, oltre a ricatapultarci indietro nel tempo. Noi abbiamo bisogno,invece, di guardare al futuro con occhi nuovi. Negli ultimi anni ci siamo dati delle regole e ci siamo detti che la Festa va promossa, tutelata, gestita con spirito paoliniano, lontano da interessi particolari. Per questo è nata la Fondazione, fortemente suggerita e voluta dal nostro amato, Padre Beniamino Depalma. L' obiettivo è quello di avere un organo di garanzia capace di lanciare la Festa su palcoscenici nazionali ed internazionali. È un' istituzione giovane che va aiutata a crescere che presenta certamente ancora dei limiti, ma che al tempo stesso rappresenta la strada maestra verso una promozione corretta della nostra tradizione.Fughe in avanti e rigurgiti nostalgici che portano anche a plateali conflitti di interesse sono solo dannosi. E poi mi chiedo: è cambiato qualcosa? Ci siamo date nuove regole? Non mi pare.Rispettare ciascuno il proprio ruolo, superando le criticità presenti. Remare tutti nella stessa direzione: su questi principi dovrà ripartire la "nuova"Festa. Premesse sbagliate ci condurranno, inevitabilmente, ad amare conseguenze. Il mio è un accorato appello alla responsabilità e al rispetto delle regole: lo faccio come cittadino, come politico, come devoto di San Paolino, come appassionato della Festa. Un' ultima cosa: quando si lavora per il bene comune, soprattutto per progetti che tutelano la nostra tradizione, evitiamo di ostentare bandierine, anche perché il risultato, soprattutto quando passa per un atto amministrativo, è frutto di un lavoro di squadra. Infine, sarebbe il caso anche che qualcuno decida che panni vestire, perché non è possibile fare politica e continuare svolgere ruoli di garanzia. Ripartiamo dalle regole e dalla coerenza.Roberto De Luca

FESTA DEI GIGLI POST COVID: LE FUGHE IN AVANTI NON SONO UNA BUONA PREMESSA

Con l'avanzamento della campagna vaccinale intravediamo tutti una luce in fondo al tunnel. 
Stiamo vivendo  come comunità un' esperienza terribile, una vera e propria guerra che ha lasciato sul campo tanti nostri fraterni amici che resteranno sempre nel nostro cuore. 

Dinanzi a noi abbiamo un  percorso di rinascita che dobbiamo intraprendere con spirito solidale, provando a ricostruire, nell'era post Covid, una città che sia davvero ispirata all' insegnamento di San Paolino. E questo dovrà valere anche per la nostra Festa anche se non sappiamo quando tornerà ad essere celebrata.

 Purtroppo devo constatare che proprio sul nostro millenario rituale, in cui tutta la comunità si riconosce, nell' ultimo periodo, qualcuno  è caduto nella tentazione di provare a "personalizzarla" con simboli propri, ispirandosi ad un modello di gestione non più adeguato ai tempi, ma soprattutto non condiviso  e non condivisibile. 

La riflessione su questo tema deve essere seria e profonda. "Mettere il cappello" su un patrimonio immateriale, oggi, riconosciuto dall' Unesco ci porta su percorsi pericolosi e divisivi,  oltre a ricatapultarci indietro nel tempo. Noi abbiamo bisogno,invece, di guardare al futuro con occhi nuovi. 

Negli ultimi anni ci siamo dati delle regole e ci siamo detti che la Festa va promossa, tutelata,  gestita con spirito paoliniano, lontano da interessi particolari. 
Per questo è nata la Fondazione, fortemente suggerita e voluta dal nostro amato, Padre Beniamino Depalma. L' obiettivo è quello di avere un organo di garanzia capace di lanciare la Festa su palcoscenici nazionali ed internazionali. È un' istituzione giovane che va aiutata a crescere che presenta certamente ancora dei limiti, ma che al tempo stesso rappresenta la strada maestra verso una promozione corretta della nostra tradizione.
Fughe in avanti e rigurgiti nostalgici che portano anche a plateali conflitti di interesse sono solo dannosi. E poi mi chiedo: è cambiato qualcosa? Ci siamo date nuove regole? Non mi pare.

Rispettare ciascuno il proprio ruolo, superando le criticità presenti. Remare tutti nella stessa direzione: su questi principi dovrà ripartire la "nuova"Festa. Premesse sbagliate ci condurranno, inevitabilmente, ad amare conseguenze. Il mio è un accorato appello alla responsabilità e al rispetto delle regole: lo faccio come cittadino, come politico, come devoto di San Paolino, come appassionato della Festa. Un' ultima cosa: quando si lavora per il bene comune, soprattutto per progetti che tutelano la nostra tradizione, evitiamo di ostentare bandierine, anche perché il risultato, soprattutto quando passa per un atto amministrativo, è frutto di un lavoro di squadra. Infine, sarebbe il caso anche  che qualcuno decida che panni vestire, perché non è possibile fare politica e  continuare svolgere ruoli di garanzia. Ripartiamo dalle regole e dalla coerenza.
Roberto De Luca

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La giornalista Monica Cito minacciata dai clan di Brusciano: “Non è la prima volta ma stavolta gli avvertimenti sono stati più diretti.”. Europa Verde: “Solidarietà ad una giornalista che combatte la camorra e racconta sempre la verità senza paura di schierarsi in prima linea. Va tutelata. Segnalò e denunciò un rogo tossico quando era con noi al Parco della Vita.”A Brusciano sono giunte minacce da parte dei clan locali alla giornalista Monica Cito. Gli esponenti della criminalità organizzata non avrebbero gradito la narrazione della giornalista della cronaca dei gravi episodi di camorra per la gestione degli affari illeciti. “Non è la prima volta che accade. Avevo già ricevuto minacce e sporto denuncia contro ignoti in passato, a partire dal 2013. Mi erano stati recapitati messaggi e oggetti in maniera anonima. Lo stesso è accaduto nel gennaio 2018. Stavolta la situazione, però, è ben diversa, le minacce sono arrivate per lo più tramite Messanger, come messaggi audio o di testo, avvertimenti, pedinamenti e cose del genere. La denuncia stavolta non è contro ignoti ma porta nomi e cognomi, si tratta di soggetti vicini ad uno dei clan operanti a Brusciano che non gradiscono o mal digeriscono che si scriva dei loro parenti.”- spiega la giornalista de Il Roma.“Esprimiamo la nostra solidarietà a Monica, le siamo vicini. È una giornalista da sempre in prima linea nella lotta alla camorra, non ha mai avuto paura di esporsi e raccontare la verità. Monica era con noi qualche mese fa al Parco della Vita a Brusciano, fu lei ad avvistare e segnalare quel rogo tossico di materiale plastico in un'azienda agricola e per questo si scontrò anche con i braccianti. Questa dimostra la sua determinazione, la sua voglia di giustizia e legalità. Per questo è una persona ed una professionista che va tutelata.”- le parole di solidarietà del Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli, che è anche un giornalista professionista, del rappresentante territoriale dei Verdi Rosario Visone di Gaetano Allocca del Parco della Vita a Brusciano.